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FIN.

“Yo adivino el parpadeo

de las luces que a lo lejos

van marcando mi retorno

son la mismas que alimbraron

con sua pàlidos reflejos

hondas horas de dolor

y aunque no quise el regreso

siempre se vuelve al primer amor

la vieja calle donde el eco dijo

tuya ed su vida, tuyo ed su querer,

bajo el burlón mirar de las estrellas

que con indiferencia

hoy me en volver „

[Volver _ Estrella Morente]

 

Tornare…seppur alle volte doveroso, o ancor peggio inevitabile;

tornare è sempre -e per tutti- uno degli attimi più strazianti del comune sentimento umano.

 

Per quanto riguarda me, come sapete è stato il caso di una bellissima esperienza.

 

Che fosse stato doloroso era ben chiaro da come mi ha salutato il sole…son partito per questa avventura alle 6 del mattino dell’11 ottobre e dall’aereo ho visto l’alba più bella della mia vita.

Per poi, lo scorso 17 novembre, vederne il tramonto più triste del ritorno.

 

É come se il sole abbia voluto, in modo suo, donarmi il suo commento.

Uno spettacolo di luci - un sipario teatrale - per questa struggente piece neorealista.

 

FIN.

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Barcelona El Prat T2

Ed eccomi all’aeroporto El Prat di Barcellona, al gate U33, in attesa di prendere il volo di ritorno.

Oramai non ho più parole per descrivere tutto questo ultimo mese in Catalunya.

Se non avevo voglia alcuna di tornare a casa, già alla fine della residenza, tantomeno ne posso trovare ora.

 

Questi ultimi tre rapidissimi giorni, li ho passati ospite da Francesco e Nadina (@awarchitects_net)

in un paesino a nord di Girona: Sant Jordi Desvalls.

Ci ha messo in contatto il direttore di Casa Masó - conosciuto per pochi minuti dopo la mia visita ad inizio residenza- e da subito hanno manifestato interesse e coinvolgimento nel mio progetto.

Sapendo, che avrei passato gli ultimi giorni della mia permanenza catalana, in maniera piuttosto incerta, non ci han pensato due volte ad ospitarmi a @can_tando_guest_house (casa meravigliosa nella loro proprietà che affittano solitamente ai turisti).

E già solo fin qui, son stati i miei salvatori!

Il “problema” è che sono pure persone ultra-meravigliose e mi hanno praticamente coccolato e viziato

per tutti e tre i giorni.

Tra le ottime mangiate, un letto in cui dormire, caffè e the, lunghissime e goduriose chiacchierate, confronti su arte/politica/cibo/ etc , e grasse risate;

mi hanno praticamente fatto sentire più che a casa.

Ma proprio uno di famiglia.

Poi, come ho già detto, hanno due figli stratosferici!

Alessandro, del quale vi ho parlato nel post precedente, che a 20 anni é già anni luce avanti a tutti;

e Valentino (16), praticamente lo scienziato di casa, che ieri ci ha perfino deliziato con un dolce fatto a mano

(da lui stesso) che spaccava!

Ma non prima di spiegarci la formula chimica di ogni ingrediente!

[ mi ha anche stracciato a scacchi, ma questo non importa ]

Insomma, tutti e quattro mi hanno fatto sentire un senso di famiglia e appartenenza che da secoli non vivevo.

E che forse, non ho mai vissuto in questo modo.

Su di loro e la loro storia ci sarebbe da dire moltissimo ...Il minimo che io posso fare é ringraziarli pubblicamente e dichiarare per l’ennesima volta che son stati la ciliegina sulla torta di questa mia esperienza.

 

Vado va, che credo mi sia entrato un boeing Ryanair in un occhio!

 

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15 novembre

La residenza “GIRONAscape” si è conclusa ufficialmente ieri, 14 novembre.
Ma, come già detto, Girona non ha fatto altro che stupirmi piacevolmente e permettermi incontri a dir poco meravigliosi. 


Al momento, mentre attendo di tornare in Italia, sono ospite di @awarchitects_net :
una coppia di architetti italiani che da anni vivono e lavorano in Catalunya e che mi stanno trattando come uno di famiglia.

 

[ma di questo ve ne parlerò meglio nei prossimi giorni].

 

Queste due giovani meraviglie in foto, invece, sono il figlio maggiore Alessandro e la sua ragazza Gala

(o morosa, come diremmo noi in romagna).


Alessandro, che ha appena vent’anni 
[ripeto: V E N T I  A N N I ],
oltre a studiare composizione al conservatorio di Girona 
ed avere una cultura musicale (e non) ,da fare invidia a chiunque;
è anche coinvolto in prima persona in un meraviglioso progetto di rivalutazione e ristrutturazione di una vecchia Masía Catalana (che é un tipo di architettura rurale tipica di queste zone e regione).

Stamane sono andato a trovarlo a @projecte_brigel e mi ha mostrato tutti i lavori che hanno fatto e cosa altro vorrebbero fare in questa struttura.
Spiegandomi filo per segno della condizione in cui hanno trovato la struttura,

dei lavori - meravigliosi e ingegnosi- che hanno fatto,

di come hanno e vogliono riportare in auge questo posto e, seguendo quasi meticolosamente lo stile architettonico originale di questo genere di edifici. 
E, dato che sto ragazzo é un vero portento,

perfino con accorgimenti e idee che ne vanno a migliorare quelle originali.
I proprietari, in cambio di questa “ristrutturazione” e nuova vita a queste case
-altrimenti lasciate al declino del tempo-
non gli fanno pagare l’affitto.

E tutto questo ad appena vent’anni !!!
E parlandoci e tastando la passione incredibile che mette in questo progetto,

non pare affatto di parlare con una persona così giovane. 

 

Se questo è il futuro: 
allora siamo in ottime mani! 

Viva Alessandro! 
Evviva questi giovani! 

 

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«Girona m’enamora» // #3

“Girona t'enamora a tu,

M'enamora a mi

I a tots ens enamora.„

Questi alcuni versi della canzone popolare ‘Girona m’enamora’.

Volgarmente, una sorta di ‘Romagna mia’ di queste zone.

L’ho sentita suonata alle sardanes de Girona durante i festeggiamenti per Sant Narcis

e scelto come intestazione di questi ultimi post perché, sí, posso confermarlo :

 

“Girona si innamora di te,

si innamora di me

E ci fa innamorare tutti.”

Grazie a RAD'ART project e Ass. Artéco che ha permesso, attraverso il suo bando,

questo scambio di residenza con Bòlit Centre Art Contemporani

e che - entrambi - hanno reso possibile a me di vivere e documentare questa meravigliosa esperienza.

 

Grazie infinite a tutto il team del Bòlit, super professionale e disponibile

- perfino quando le ho coinvolte all’ultimo per questi ritratti con il simbolo della mia azione artistica e poetica.

In ordine:

Ingrid (La Directora)

Farners

Diana

Maria

Nuria

Grazie a Gustau e tutte le persone meravigliose che han reso possibile la logistica e la registrazione di molto dei luoghi presenti nella mappa.

 

Mappa che si chiude al momento con ben 45 spot di supporti audio-video e che è sempre possibile fruirne solo su www.gironascape.com

 

E grazie alle mie gambe malconcie -che con l’aiuto di qualche brufen- hanno retto più di quello che mi sarei aspettato.

E grazie a chi ha seguito da lontano ,entusiasta, questo mio percorso/esperienza giorno dopo giorno.

C.

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«Girona m’enamora» // #2

Giovedì, dopo la visita alla vetreria, mi son diretto nuovamente verso il Bòlit:

ad attendermi c’era Núria (una delle ragazze che lavorano al centro e che ha vissuto per un po’ di tempo a Firenze)

con il quale avrei fatto una breve intervista sul progetto e la residenza.

Ora parte di documentazione del Bòlit e che presto verrà pubblicata sui loro canali social.

 

E così, siam giunti a Venerdì, cioè ieri.

Ultimo giorno utile di registrazioni ed ennesimo giorno di pioggia.

Per prima cosa son passato dal centro per l’ultimo saluto sapendo che avrei trovato

in loco tutto il team e per registrare anche il paesaggio sonoro all’esterno in Plaça Pou Rodò.

Da lì mi son spostato a Plaça de la Independencia, dove la pioggia non mi ha lasciato scelta

che registrare con l’ombrello per non bagnare troppo #FITZ e il resto dell’attrezzatura

(ovviamente, al contrario io mi sono infradiciato, pazienza).

Non è la cosa migliore registrare sotto un ombrello poiché, in una registrazione binaurale, muta

la percezione acustica e rimangono evidenti all’ascolto le gocce di pioggia che rimbalzano nella plastica dell’ombrello.

Ad alcuni piace, a me non particolarmente.

Certamente si ha più la sensazione di essere in quel luogo e in quel momento ascoltandone la traccia e guardando il video.

Stesso problema/soluzione per l’ultimo sguardo e ascolto commosso alla Basilica de Sant Feliu

e, per onorare la tradizione, ultima registrazione alla statua della Lleona.

La tradizione catalana - o forse sarebbe meglio dire, il rituale- recita così

“non ama Girona, chi non bacia il culo della leona(leonessa)”.

 

Dicono che sia un portafortuna e prassi, sia per i catalani che per i turisti, per tornare a Girona.

Bé, dopo la faccenda Covid, è giustamente transennata ed è vietato usare la scaletta di ferro

che permetteva il rito:

ma io, come il saluto degli amanti dai treni in partenza, glielo ho lanciato con la mano il bacio alla leona.

 

Girona, in fondo e per me, è come quelle storie d’amore brevi ma dense di passione e coinvolgimento.

Come quegli amori che odi e ti fan rabbia nel momento dell’addio, ma che sai perfettamente

in cuor tuo - in un modo o nell’altro- che le amerai per sempre.

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«Girona m’enamora» // #1

Questa, ormai giunta al suo finale, è stata l’ultima mia settimana in residenza a Girona.

Settimana di pioggia e quindi non facile per le registrazioni all’aperto; ma densa di esperienze comunque meravigliose.

 

È iniziata con un meeting al Bòlit, dove ho mostrato - alla direttrice e il suo team- il progetto e le incredibili esperienze vissute.

Discutendo anche sui probabili scenari ed evoluzioni future del progetto.

Mercoledì, invece, sono tornato nuovamente alla Catedral de Santa Maria de Girona, per incontrare ancora Gustau.

Gustau è il referente del team alla Cattedrale che ha da subito preso a cuore il mio progetto

con una disponibilità e coinvolgimento spesso superiore al mio (per quanto possibile):

tanto che ha fatto in modo che -oltre a registrare il luogo in se e la funzione della domenica con canti e organo nella settimana precedente- mi ha concesso il rarissimo privilegio di registrare il suono diretto delle campane.

Privilegio da anni negato anche agli stessi cittadini di Girona e tanto più ai turisti.

Abbiamo anche parlato a lungo di come lui sia cresciuto dentro quei luoghi e quanto per lui e la sua famiglia siano importanti e quindi, anche quanto siano memoria sonora del passato e del suo presente.

La barriera linguistica (lui parlava catalano ed io italiano, essendo entrambi carenti nell’inglese)

non ci ha certo impedito più di una piacevolissima chiacchierata e confronto.

Alla fine della visita, non contento, ha fatto un paio di telefonate ad un paio di negozi/luoghi che per lui avrei dovuto assolutamente registrare per catturare l’anima sonora della città.

Ed ecco in un lampo altri 2/3 permessi e appuntamenti da registrare. Che portento!

 

Purtroppo, dato il poco tempo rimasto, la pioggia, la stanchezza del mio fisico che ha iniziato a prendere il sopravvento; non sono riuscito a registrare tutti i luoghi come avrei voluto.

Ma, tra quelli suggeriti da Gustau, son riuscito ad andare la mattina seguente al Taller de Vitralls Can Pinyonaire.

Una bottega di artigiani che restaurano e lavorano le vetrate “alla vecchia maniera”.

Lì ho assistito e registrato la gentilissima Txell al lavoro.

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11 novembre

Il fantasma di Edna Lieberman //

 

Ti fanno visita nell’ora più buia

tutti i tuoi amori perduti.

La strada sterrata che portava al manicomio

si dispiega ancora una volta come gli occhi di Edna Lieberman,

come solo sapevano i suoi occhi

innalzarsi sopra le città e brillare.

E brillano di nuovo per te

gli occhi di Edna

dietro l’anello di fuoco

che un tempo era la strada sterrata,

il sentiero che facevi di notte,

andata e ritorno,

più e più volte,

cercandola o forse

cercando la tua ombra.

E ti svegli silenziosamente

e gli occhi di Edna

sono lì.

Tra la luna e l’anello di fuoco,

a leggere i suoi poeti messicani

preferiti.

E Gilberto Owen,

l’hai letto?

dicono le tue labbra senza suono,

dice il tuo respiro

e il tuo sangue che gira

come la luce di un faro.

Ma sono i suoi occhi il faro

che attraversa il tuo silenzio.

I suoi occhi che sono come il libro

di geografia ideale:

le mappe dell’incubo puro.

E il tuo sangue illumina

gli scaffali coi libri,

le sedie coi libri,

il pavimento pieno di pile di libri.

Ma gli occhi di Edna

cercano solo te.

I suoi occhi sono il libro

più cercato.

Troppo tardi l’hai capito,

ma non importa.

Nel sogno

stringi di nuovo le sue mani,

e non chiedi più nulla.

 

[Roberto Bolaño]

 

///

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10 novembre

Sanguinoso giorno dì pioggia //

Ah, sanguinoso giorno di pioggia,

che fai all’animo dei derelitti?,

sanguinoso giorno di volontà appena intravista:

dietro la cortina di giunchi,

nel pantano,

con le dita dei piedi irrigidite nel dolore

come un animaletto piccolo e tremante:

ma tu non sei piccolo e i tuoi tremori sono di piacere,

giorno rivestito con le potenze della volontà,

intirizzito e fermo in un pantano che forse non è

di questo mondo,

scalzo in mezzo al sogno che si muove

dai nostri cuori fini ai nostri bisogni,

dall’ira al desiderio:

cortina di giunchi

che ci apre e ci sporca

e ci abbraccia.

___________

Sangriento día de lluvia //
 

Ah, sangriento día de lluvia,
qué haces en el alma de los desamparados,
sangriento día de voluntad apenas entrevista:
detrás de la cortina de juncos,
en el barrizal,
con los dedos de los pies agarrotados en el dolor
como un animal pequeño y tembloroso:
pero tú no eres pequeño y tus temblores son de placer,
día revestido con las potencias de la voluntad,
aterido y fijo en un barrizal 
que acaso no sea de esto mundo,
descalzo en medio del sueño 
que se mueve desde nuestros corazones 
hastra nuestras necesidades,
desde la ira hasta el deseo:
cortina de juncos 
que se abre y nos ensucia 
y nos abraza.



(Roberto Bolaño)

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Presentaciò projecte GIRONAscape _ Centre Bòlit

Presentació del projecte GIRONAscape de Christian Mastroianni,

mapa sonor de la ciutat de Girona,

molt útil per entendre el paisatge sonor actual i com a testimoni acústic i científic per a futures generacions

 

En col·laboració amb RAD'ART project

Chris Yan

RAD'ART project / Ass. Artèco

https://www.gironascape.com/

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Come suonano i ponti di Girona?  

Sabato 6 novembre |

// Come suonano i ponti di Girona?

 

Ponendomi e ponendo questa domanda - in più al fatto che oggi c’era un vento fortissimo

e quindi mi avrebbe rovinato le registrazioni binaurali - sono andato a registrare,

con due microfoni a contatto, i ponti che attraversano il fiume Onyar e uniscono le due parti della città.

 

Tra tutti i ponti che ha Girona, ho scelto 4 sui 5 principali, nonché i più “famosi” e frequentati.

In ordine dal cavalcavia da dove passa la ferrovia, fino a Plaça de Catalunya sono:

• Pont de Sant Feliu

• Pont d’en Gòmez

• Pont de Sant Agustí

• Pont de les Peixateries Velles

• Pont de Pedra

Ovviamente - essendo completamente in pietra e quindi impraticabile da registrare con questi microfoni, non ho potuto registrare l’ultimo ponte.

Per tutti gli altri invece, siccome hanno strutture di metallo al quale poter agganciare i microfoni, è stato molto più facile e molto interessante.

 

Come mi aspettavo, il risuonare delle intere strutture mentre la gente le attraversava

- o persino per via del vento forte, in quelle più sottili - mi han restituito delle registrazioni meravigliose.

Super cariche di frequenze basse, come mai capitato fino ad ora in esperienze simili.

 

Son curioso di vedere, attraverso lo spettrogramma, fino a quale frequenza son riuscito a registrare: in teoria, con questi microfoni, dovrei riuscire a scendere sotto la soglia dell’ascolto umano dei 20Hz; ed arrivare facilmente ai 10Hz.

 

Come al solito, vi lascio prima qualche scatto della giornata.

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Catedral de Santa María de Girona //

4 novembre 2021 //

 

Dopo tanta attesa, oggi ho avuto il permesso per registrare all’interno della meravigliosa

Cattedrale di Santa Maria di Girona.

 

*Edificata nel punto più elevato della città, dove si ergeva anticamente una moschea, a sua volta costruita sui resti di un tempio romano.

Possiede la navata gotica più larga della cristianità con i suoi quasi 23 metri ed è seconda in assoluto dopo la basilica di San Pietro in Vaticano. {fonte wikipedia}

Queste le foto che ho scattato prima di entrare, nella parte che affaccia su Plaça dels Appstols e il Museu d’Art de Girona.

Nell’ultima invece, una foto alla facciata principale dal punto di vista dal basso in Plaça de la Catedral.

Nonostante il fascino all’ imbrunire, i più nerd di voi l’avranno forse riconosciuta:

altra location della città nel quale hanno girato Games of Thrones, con tutti i suoi

maledetti quasi 100 gradini (!!!).

 

Per le riprese audio e video dell’interno, saranno invece presto disponibili.

Tra l’altro ho avuto l’invito/permesso a tornare alla funzione delle 11 di domenica per registrarne il coro e l’organo.

 

YEP!

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Ed ecco a voi alcuni frame del video appena caricato sulla mappa sonora.

 

Purtroppo il sensore della mia videocamera è piuttosto ridicolo e soffre molto in situazioni di scarsa luminosità.

Questo vuol dire alzare gli ISO e trascinarsi un po’ di rumore nell’immagine.

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Muralles de Girona //

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2 novembre 2021 //

 

Tanto per non farsi mancare niente, Girona è circondata da mura medievali mozzafiato (e sfianca gambe).

 

Le più antiche risalgono al I secolo a.c. e le più moderne al XVIII.

Un continuo sale e scendi permette di avere svariati punti di accesso da diverse zone della città e, ovviamente, una vista spettacolare di tutta Girona e sulle catene montuose dei dintorni.

Oggi ho tentato di affrontarle, ma “solo” per una “piccola” parte.

Causa altezza e meteo, il vento non é stato molto d’aiuto (e quando mai lo é per le registrazioni)

ma ho portato a casa qualcosina di decente e riempito gli occhi di bellezza!

Di fatti, a conclusione di questa giornata , ho portato a casa più foto che audio.

 

Qualche scatto della parte di mura visitate oggi.

Ovviamente , con l’inseparabile #FITZ , anche lui oggi un po’ spettinato dal vento e della fatica.

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Ognissanti // 1 novembre

***

Oggi, che non a caso é Ognissanti,

ho incontrato D*o lungo le Escales de Sant Martí.

Ma ora che ci penso,

era Diavolo e suonava il violino.

Divinamente.

Forse, era semplicemente Warren Ellis.

O qualche altro povero Cristo.

***

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Fires de Sant Narcís 2021 //

Fires de Sant Narcís 2021 //

{Passejada pel Barri Vell amb els capgrossos de Girona}

 

Fuji Xt200

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Basílica de Sant Feliu //

E ieri, 27 ottobre, (come promesso) ho avuto il permesso di registrare

l’interno della Basílica de Sant Feliu !

 

La puntavo dal primo giorno che sono arrivato ( quel campanile gotico che si intravede in pratica in tutte le foto

e le riprese).

 

Che bellezza.

 

Ovviamente ho appena finito di montare audio e video ed è disponibile sulla mappa sonora

[ https://www.gironascape.com/soundmap ]

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Banys Àrabs // 

Lunedi 25 ottobre, in tarda mattinata, ho avuto invece il permesso di entrare

e registrare l’interno di queste stupefacenti terme pubbliche romaniche.
Questa volta durante l’apertura al pubblico e non in solitaria.
Anche se ho la possibilità di registrare anche a porte chiuse la prossima settimana;

ho deciso che queste riprese bastano eccome.

Nonostante io sia comunque tentato di registrarne il suono de luogo in se,
queste pietre e queste stanze mi han già donato in cambio attimi di pura poesia sonora.

 

La routine, nella vita di questo luogo, è proprio quella di essere abitata da estranei e a rotazione

(per visitarlo e goderselo da turista non ci vogliono più di 30 minuti).
Io ovviamente me lo son proprio goduto per circa un ora e mezza e potete trovare il video e le registrazioni

già caricate sulla mappa.

 

Devo ammettere che l’ultima registrazione audio - che ho volutamente lasciato alla fine -  ha seriamente minato la mia commozione nel riascolto.

Niente di raro in sé, ma un momento dannatamente delicato e poetico di una madre ( Francese!?)

che legge ,al più piccolo della sua prole, quel che c’è scritto nei vari punti informativi (credo).

… Che meraviglia!

Che meraviglia questi luoghi.

E che meraviglia questi attimi di pura poesia sonora!

_______________________

https://www.gironascape.com/soundmap

https://www.banysarabs.cat/en/

#banysarabsgirona #arabbaths #girona #spain #gironaenamora #gironamenamora

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Sto bene dove sto  

Domenica 24 ottobre 2021

Sta finendo la mia seconda settimana qui a Girona.

Per alcuni aspetti mi sembra di essere appena arrivato e - per molti altri - di aver sempre vissuto qui.

Non so ancora come definire o descrivere questa sensazione

ma posso certo confermare che sì;

sto decisamente bene.

Non oso pronunciarmi quasi mai al ‘felice’ , perché in fondo non mi è mai importato l’esserlo:

ma di certo trovo di gran lunga più gratificante il dichiarare di star bene, di sentirsi bene… a proprio agio.

 

Sto bene dove sto.

E credo che di sti tempi (e in generale) sia un lusso che non tutti possono permettersi.

 

Come tutti gli esseri umani, tendiamo alle routine, ed io ho già inevitabilmente le mie.

A tal proposito mi torna in mente una poesia di Ferlinghetti che già pubblicai a fine febbraio,

quando il suo corpo terreno ci lasciò tutti orfani:

***

Una “routine” - una canzone & un ballo,

una piccola folla, una fuga,

una corsa senza meta,

un “giro di affari o di divertimento”:

miriadi di persone, greggi, aiuole, navi & città,

tutti con la propria routine,

la vita stessa una routine senza fine,

una follia sperimentale

a metà strada tra infatuazione e megalomania,

perduta nel dondolio di un naufragio

(o di qualche altro universo che ci ha visti cadere)

***

Dal piccolo balcone del posto in cui alloggio (quando esco per fumare una sigaretta),

amo scrutare e fantasticare sulle vite dei passanti e sulle loro ipotetiche routine.

É facile distinguere a colpo d’occhio gli autoctoni dai turisti:

lo si capisce da come il loro corpo ed il loro sguardo si muove tra queste vie.

Al contrario, quando esco per la strada, sono molto più impegnato al mettere un passo avanti all’altro,

ma con l’ascolto ben focalizzato su cosa e quando fermarmi e premere il pulsante REC.

Fino ad ora - e mi è stato chiaro fin dal principio - i suoni costanti e predominanti

sono quello degli uccelli (piccioni e gabbiani in primis - ma ho visto anche gazze e altri volatili a me ignoti,

nelle zone verso il parco)

e quello di turisti e passanti.

Ma devo altresì ammettere che mi manca ancora di visitare tutta una zona della città vecchia ma che, sulla carta,

si prospetta ancora più turistica.

Mi ha invece stupito il fatto che, il Riu Onyar (il fiume principale che spacca in due la città),

sia praticamente “silenzioso”; oserei dire, timido.

O più semplicemente il suono del suo corso viene abbondantemente coperto dal paesaggio sonoro circostante.

Per questo, ho chiesto informazioni sui punti accessibili al fiume così da poter indagare meglio il suo interno,

attraverso l'uso dei miei amati microfoni idrofoni.

D'altro canto, sarà anche errore mio a considerarlo così determinante a livello sonoro,

come lo sono state altre esperienze passate.

Ad esempio come il fiume Liri e le sue cascate, o le tranquille -ma isolate- sponde del Panaro nei dintorni di Vignola.

Ma allo stesso tempo non voglio nemmeno pensarci troppo sopra

e lasciare tutto all’atto dell’ascolto - come dico sempre, uno degli ultimi atti poetici e rivoluzionari

che possiamo ancora permetterci come individui ed esseri umani-

la possibilità di stupirmi e contraddirmi ancora una volta.

Sì.

Sto / be / ne.

Sto proprio bene dove sto.

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Il silenzio, non esiste!

«Non esiste una cosa chiamata silenzio.

Accade sempre qualcosa che produce suono.»

 

John Cage

Giovedì 21 ottobre, ho avuto la fortuna di poter visitare (e di conseguenza registrare) Casa Masó,

ancor prima del consueto orario di apertura al pubblico.

Casa Masó é la casa natale dell’architetto Rafael Masó (1880-1935),

una delle opere più importanti della sua architettura e l’unica aperta al pubblico delle famose case sul fiume di Girona.

La casa è stata conservata con i mobili e le decorazioni del periodo del Noucentisme, e offre anche viste inedite della città.*

Così, per circa un ora e completante in solitaria, ho potuto godere dei silenzi

e delle atmosfere che questo luogo offre.

E, in riferimento alla citazione di Cage in apertura, é stato davvero interessante captare i suoni provenienti dall’esterno.

In questo luogo, un tempo contenitore di vita, ed ora riempito dal suono vitale della città

tra le 10 e le 11 di un giovedì mattina.

Nella registrazione audio e video (ovviamente già caricati sulla mappa) potete di fatto udire:

- la vita dai piani superiori

- quello che sembrerebbe un impianto di areazione/riscaldamento

- il traffico nelle stanze più vicine a via Ballesteries

- il rintocco della campana

- ahimè, anche degli instancabili lavoratori con il flessibile

- qualche timido e lontano vociare dei passanti e di qualche volatile

- e se aguzzate bene le orecchie, potete anche sentire la mia presenza,

che a stento cerco di trattenere i movimenti e il mio respiro pesante da fumatore.

 

Credo, infine, che questa sia la poesia e la potenza del suono

(o chiamatelo rumore se preferite).

Ed è per questo che da anni mi affascina e mi appassiona, con così tanto fervore.

Grazie a Bòlit Centre Art Contemporani Girona che sta rendendo possibile queste occasioni preziosissime.

Grazie a Casa Masó - Fundació Rafael Masó per la più totale disponibilità e interesse nel contribuire a questa mia esperienza.

____________________________

 

La mappa sonora e la registrazione in questione la trovate su

https://www.gironascape.com/soundmap

o, più semplicemente nella sezione MAPPA di questo sito.
 

*fonte ufficiale proveniente dal sito di Casa Masó /Fundació Rafael Masó
[
https://rafaelmaso.girona.cat/cat/casa.php ]

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// Della scoperta 

13 ottobre 2021 // Della scoperta

 

Questa mattina ho allungato un po’ ‘i miei confini’ , scoprendo nuove zone meravigliose della città.

Prima di tutto il rifornimento dovuto di tabacco.

 

Ho scoperto che:

esistono ancora cabine telefoniche (non ne vedevo una dal ‘99-2000 circa);

che le palme stile Miami, su uno sfondo giallo fanno sempre la loro bella figura

- sopratutto se attorno ci sono i palazzoni grigi di giustizia.

Che fare la stessa strada del giorno prima, ma con occhio da turista, sembra sempre nuova.

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Ho scoperto che:

se riunite in comunella, anche le signore in avanti con gli anni, sghignazzano come ragazzine

lanciandosi occhiate furbette fra di loro, non appena il giovinotto che gli fa da guida le spiega

la leggenda (storia) del bacio al culo della Lleona.

Scatenando in me una tenerezza indescrivibile e, sarà perché son vecchio dentro

e quindi mi pareva essere tra coetanei,

ma ho sentito l’obbligo di camuffarmi in quel gruppetto per un paio di minuti buoni.

Ho scoperto che:

le vie e cunicoli della città sono meravigliosi

e che tutti hanno il sapore di vita antica e futura.

Ho assaporato la gioia e la goduria di vederlo da sotto quel fascino maestoso della Basilica de Sant Feliu.

Solo il pensiero che potrei avere la fortuna di registrarne l’interno, mi fa venire la pelle d’oca.

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Da qualsiasi ponte o angolazione li guardi, il fiume Onyar e le “case pendenti”, destano un tale e denso stupore…

Ho scoperto, ma già lo sapevo in cuor mio, che l’arte è in ogni cosa e in ogni angolo

e che fa davvero la differenza quando è parte delle comunità.

Oggi ho voluto vedere anche il ponte Eiffel: sì non mi sono ammattito.

Qui c’è un ponte di ferro costruito nel 1877 dalla società di Gustave Eiffel.

Sì quella della famosa torre Parigina, infatti l’architettura del ferro è praticamente la stessa.

Il vero nome di questo ponte è “Pont de Peixateries Velles”: Il Ponte dei Vecchi Pescivendoli.

Ho scoperto che anche qui c’è la “Rambla” molto più corta e fortunatamente meno affollata di quella di Barcellona.

 

Per ultimo, di pari passo con un po’ di prima stanchezza alle gambe;

ho scoperto che: la libertà è sempre una costante lotta e conquista.

Questo al di là di qualsiasi orientamento/ammiccamento politico.

E tale libertà, purtroppo, non è in nessun caso mai facile da ottenere, neppure quando pare ovvia.

Final.

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meno 6 / più 1000

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Tra sei giorni mi sveglierò a circa 1000 km da casa.

Sarò a Girona (Spagna) per una residenza artistica di un mese.

Si inizia il 14 di ottobre, ma io sarò lì un paio di giorni prima, per ambientare corpo e mente

 

 

Dalla prossima settimana inizierà una nuova routine, che mi porterà inevitabilmente a vivere ed esplorare la città a pieno.

È il tempo esatto, è tempo.

 

In passato ho affrontato lavori ed esperienze simili, ma non del tutto,

è la prima volta che realizzo una residenza totalmente a mio nome, con un progetto esclusivamente mio e all’estero.

E tra l'altro sarà anche la prima volta che prenderò un aereo, non posso considerare come primo vero volo

quella volta a 4-5 anni, dato che non ne ho memoria.

 

 

Nonostante alcuni miei lavori-progetti abbiano “toccato” spesso terre straniere

come Austria, Germania, Francia, Inghilterra, Serbia e ancora Spagna, raramente ho avuto la possibilità di viaggiare all'estero ed esserci fisicamente.

Quelle pochissime volte, è avvenuto sempre in macchina.

Tutto questo per dirvi semplicemente che sono e sarò in un turbinio di emozioni,

tra le quali anche una serie di sfide sia sotto il profilo lavorativo che personale e di salute.

 

Manco da tanto tempo a questo genere di esperienze e non vedevo l'ora di potere riprendere le mie 'esplorazioni'.

Nel progetto di residenza è inclusa anche la creazione di un sito (questo), che ho appena finito di abbozzare.

Cosi, oltre poter seguire l'evoluzione delle registrazioni attraverso una mappa interattiva,

potrete anche rimanere aggiornati su tutti gli aspetti della residenza.

 

C'è la sezione news, che sarà simile ad una sorta di diario, dove poter seguire tutto il processo creativo e non.

Di pari passo potrete trovare qualcosa anche tramite i miei canali social

e attraverso il mio ufficio stampa, ma la maggior parte delle cose saranno inserite direttamente sul sito.
 

A presto. 
 

C.

GIRONAscape - Ci siamo quasi 

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